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domenica 24 marzo 2019

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA tra referendum traditi, leggi di iniziativa popolare abbandonate e l'insostenibile "leggerezza" delle acque in bottiglia.


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comunicato stampa
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

tra referendum traditi, leggi di iniziativa popolare abbandonate
e l'insostenibile "leggerezza" delle acque in bottiglia.


Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Il tema dell'appuntamento fissato dalle Nazioni Unite è "Non lasciare nessuno indietro". Il motto: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”.

A Matera, capitale europea della Cultura 2019  la giornata mondiale dell'acqua sarà declinata all'insegna delle acque minerali e dei mercanti d'acqua per i quali il diritto all'acqua significa al massimo regalare acqua in bottiglie (di plastica) ai senzatetto o finanziare (magari ad una ditta italianissima!) la costruzione di un pozzo in un villaggio africano.

Il consumo di acqua in bottiglia è il simbolo dell'ottusità di uomini e donne che continuano a mantenere stili di vita insostenibili. Scegliere di bere acqua da una bottiglia che ha percorso migliaia di km prima di arrivare sulla nostra tavola è uno schiaffo a Greta Thumberg ed a tutti quei ragazzi che con lei ci sbattono in faccia la realtà: "abbiamo solo 11 anni per cambiare sistema".



Mai come oggi, che i cambiamenti mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni, l'ACQUA diventa il paradigma culturale delle POSSIBILITA' DI VITA DEGLI ESSERI UMANI SUL PIANETA.

Con i #FridaysForFuture milioni di ragazzi hanno rivendicato il diritto al futuro e chiesto azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici.

Nel paese (Italia) tra i primi al mondo per consumo di acque in bottiglia, i cambiamenti climatici si combattono ANCHE mettendo un freno all'uso dell'acqua in bottiglia ed alla sua pubblicità sui mass media.

Nel paese del Referendum del 2011 con 27 MILIONI di persone che voluto l'acqua fuori dal mercato il diritto all'acqua di difende con una gestione pubblica e partecipata degli acquedotti.

Nella città di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 urge una nuova Cultura dell'Acqua perchè l'acqua in bottiglia è la prova che siamo riusciti a rendere insostenibile finanche un gesto semplice come... bere un bicchiere d'acqua. Urge nuova Cultura dell'Acqua a Matera perchè proprio in Basilicata la tutela quali-quantitativa delle fonti (che dissetano alcuni milioni di persone anche in Puglia e Calabria) è messa continuamente a rischio da oltre 100 pozzi petroliferi e da 39 centrali di raccolta e trattamento (27 di olio greggio e 12 di gas naturale).

Riteniamo preoccupante il tentativo di strumentalizzazione di Papa Francesco ed dell'Enciclica "Laudato sii" per promuovere le acque in bottiglia.

Nella giornata Mondiale dell'Acqua sono altre le parole e le azioni che servono.



Esattamente un anno fa veniva ripresentata la proposta di legge sull'acqua pubblica alla Camera, a firma di diversi eletti del Movimento 5 stelle. Un testo che che deriva dalla legge d'iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e sottoscritta in centinaia di banchetti da oltre 400 mila cittadini (di cui qualche migliaio ad altamurani).
Il percorso in Commissione Ambiente è fermo da settimane e ci sono oltre 200 emendamenti di maggioranza (!!) e di opposizione che rischiano di far cadere nel nulla anche questa iniziativa. Nel frattempo i mass media si affannano a dar voce ai privatizzatori e alle loro “ragioni”, dimentichi della volontà popolare espressa da oltre 27 milioni di italiani e italiane nei referendum del 2011.

Anche sul fronte regionale tutto tace, nonostante la proposta di ripubblicizzazione di AQP s.p.a. elaborata dal prof. Lucarelli per il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune nel tavolo tecnico paritetico dell'ormai lontano 2017.

Popolo dell'acqua, torniamo a far sentire la nostra voce, quella del bene comune al di sopra di ogni profitto!

#Salvalacqua

W l'ACQUA SAN RUBINETTO

Si scrive acqua, si legge democrazia



ilGrillaio Altamura



giovedì 14 settembre 2017

ACQUEDOTTO PUGLIESE: Basta silenzi e menzogne! Subito un consiglio regionale monotematico sul futuro di AQP

ACQUEDOTTO PUGLIESE: Basta silenzi e menzogne!
Si convochi un Consiglio Regionale monotematico sul futuro di Aqp.

Circa tre mesi fa si è chiuso il tavolo tecnico paritetico tra Regione Puglia e Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” istituito dalla Regione Puglia per l’individuazione del prossimo modello di governance per Aqp. Il Comitato ha presentato una proposta completa e fattibile (sul piano tecnico e giuridico) messa a punto dal Prof. Alberto Lucarelli (che ha già curato la ripubblicizzazione dell’acquedotto di Napoli) che, se adottata, trasformerebbe Aqp da una società di diritto privato, in un’Azienda speciale di diritto pubblico. In questo modo, l’acqua, bene comune per antonomasia, sarebbe sottratta alle regole di mercato e alle speculazioni finanziarie, garantendo il diritto all’accesso a tutti i Pugliesi, in linea con la volontà popolare emersa chiaramente dal referendum del 2011.

Nella fattispecie, sottolineiamo che il Prof. Alberto Lucarelli - al quale va il ringraziamento nostro e dei cittadini pugliesi – ha argomentato e risposto con meticolosità a tutti i dubbi e le criticità avanzate dall’ufficio legislativo e dai consiglieri regionali presenti al tavolo tecnico.
Insomma, l’ACQUEDOTTO PUGLIESE PUO’ ESSERE RIPUBBLICIZZATO SENZA SE E SENZA MA.

Al riguardo, abbiamo atteso un riscontro da parte del Presidente Emiliano e del governo regionale, almeno per rispetto delle professionalità presenti al tavolo tecnico e del lavoro di quanti, spinti dal senso di giustizia sociale e passione, hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze. E, invece, nulla. Tre mesi di silenzio assoluto intervallati da un cambio nel Consiglio di Amministrazione all’insegna dello “spoil system”.

Solo il 7 settembre, il Presidente Emiliano ha accettato di tornare sull’argomento (solo perché incalzato), alla festa regionale di Sinistra Italiana. Ha ripetuto l’affermazione, priva di alcun fondamento, con cui aveva provato a liquidare le istanze di ripubblicizzazione più di un anno fa: “Aqp non può essere trasformato in azienda speciale perché è una società troppo grossa”. Valutazione che non ha neppur avuto risalto nel confronto del tavolo tecnico paritetico – da lui stesso istituito e cui la giunta stessa ha partecipato. Siamo sbalorditi e indignati di fronte a un atteggiamento che non sappiamo se attribuire a pressapochismo e mancanza di onestà intellettuale.  Se il Presidente Emiliano intende non ripubblicizzare Aqp fa una scelta politica, non tecnica; si assuma quindi la responsabilità politica, senza prendere in giro i cittadini pugliesi.

Dal canto nostro, non abbiamo intenzione di arrenderci e, per questo,
chiediamo:
1)     A tutti i consiglieri regionali di richiedere la convocazione di un consiglio regionale monotematico che faccia definitiva chiarezza sulle intenzioni della Regione riguardo alla futura governance di AQP, e che la scelta venga motivata alla luce degli esiti del tavolo tecnico paritetico e del referendum del 2011; e nel quale sia data lettura delle lettere aperte (pubblicate su testate nazionali) inviate dal Prof. Riccardo Petrella e dal Prof. Alberto Lucarelli al Presidente Emiliano pretendendo la risposta che il Presidente non ha mai dato (neanche per cortesia istituzionale!!!).
2)     Ai sindaci, i quali vivono il disagio di un’azienda fornitrice del servizio idrico che non rispetta il diritto all’acqua, tagliando il servizio anche ai meno abbienti, di attivarsi quanto prima a tutela dei propri cittadini attraverso, ad esempio, l’organizzazione di un coordinamento degli enti locali per l’acqua pubblica (come avvenuto già nel 2008).
3)     Alla Regione Puglia e ad Aqp Spa di rendere finalmente noti i contenuti del Piano strategico commissionato più di un anno fa a “Bain&Company” sul futuro di AQP, come chiesto dai Comitati e da alcuni consiglieri regionali a più riprese, in nome del principio di trasparenza. Secondo fonti giornalistiche, le uniche a darne notizia, addirittura l’oggetto di questo studio riguarderebbe un totale stravolgimento della struttura, della composizione azionaria e delle finalità stesse della società AqP che si trasformerebbe in una “multiservizi” avente, come oggetto sociale, anche la gestione di rifiuti e di energia in un territorio ben più vasto della Puglia, ed espandendosi nel settore dell'enginering anche in campo internazionale. Se questo fosse vero (e non è mai stato smentito) sarebbe osceno che una così profonda e radicale trasformazione si pretenda di realizzarla completamente “a porte chiuse”, escludendo totalmente i cittadini rappresentati sia dai comitati per una corretta e democratica gestione delle risorse idriche, dell’energia e dei materiali da recupero (erroneamente chiamati “rifiuti”), sia dai rappresentanti istituzionali (consiglieri regionali, amministrazioni provinciali e comunali). Rappresenterebbe un atto inedito di inaccettabile involuzione autoritaria.   

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e le associazioni/organizzazioni/comitati aderenti alla campagna “Acqua e democrazia”
Acqua Bene Comune - Beni Comuni - Comitato Alezio (LE)
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
ARCI PUGLIA
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Lecce
Beni Comuni - Taranto
Cobas - Com. di Base della Scuola Bari
Cobas, Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato “Acqua Bene Comune” - Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato “Beni Comuni” – Putignano (BA)
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Comitato per il rispetto della Costituzione – Putignano (BA)
Comitato “2sì acqua bene comune” – Terlizzi (BA)
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Coordinamento No Triv Basilicata
Coordinamento regionale “Acqua Pubblica Basilicata”
EUGEMA Onlus – Giovinazzo (BA)
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Gravina 5 Stelle - Gravina in Puglia (BA)
Italia Nostra – sez. Sud Salento
Lecce Bene Comune
LiberiAMO Taranto
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani - Bari
Missionari Comboniani – Lecce
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
Movimento 5 Stelle Altamura
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC Bari
PRC Puglia
Rete della Conoscenza
RifiutiZero Bari
Risorgimento socialista
Sinistra Italiana
USB - Bari
Prof. Riccardo Petrella, Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

venerdì 12 maggio 2017

L'ACQUEDOTTO SUL TAVOLO e L'ACQUEDOTTO SOTTO IL TAVOLO - PETRELLA: “Sul futuro di AQP è tempo di chiarezza in Regione Puglia”


L'ACQUEDOTTO SUL TAVOLO e L'ACQUEDOTTO SOTTO IL TAVOLO

Regione e AQP SpA nell'ALTRO TAVOLO TECNICO senza il Comitato “AcquaBeneComune”
PETRELLA: “Sul futuro di AQP è tempo di chiarezza in Regione Puglia”

Con la presente anche io voglio esprimere la mia sorpresa in merito alla nota diffusa il 5 maggio dall’ANCI Puglia avente come oggetto “Servizio idrico. Primo incontro del Tavolo Tecnico AIP, Regione, ANCI, AQP”, istituito per iniziativa dell’AIP il 20 marzo scorso (qui di seguito TT-AIP)
La sorpresa non riguarda l’esistenza del TT-AIP del tutto logica e legittima  anche se c’è da domandarsi perché l’AQP faccia parte del TT-AIP e non anche del tavolo tecnico Comitato Acqua-Regione (qui di seguito TT-CR).
La sorpresa è generata dal fatto che nella nota si riporta che il TT-AIP ha ristretto la procedura di individuazione del nuovo soggetto gestore del Servizio idrico Integrato  unicamente a due possibilità:
-         l’indizione di una gara pubblica
-         l’affidamento in house con trasferimento di quote della Regione ai Comuni.
Da ciò emerge che il TT-AIP esclude formalmente la presa in considerazione di una terza possibilità, quella della trasformazione dell’AQP SpA in azienda speciale.
La sorpresa è del tutto legittima perché non è possibile supporre che la Regione, membro del TT-AIP, non avesse informato il Consiglio regionale della restrizione operata dal TT-AIP   allorché Il Consiglio regionale ha finalmente istituito il “suo” TT-CR , sotto la pressione insistente del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e delle altre associazioni/organizzazioni sottoscrittrici della campagna “Acqua e Democrazia”,  ben sapendo che il Comitato pugliese è notoriamente favorevole in priorità alla possibilità esclusa dall’TT-CR.
Come mai, allora, l’AIP ha accettato di fare parte del TT-CR partendo da posizioni che escludono a priori la terza possibilità? A questo riguardo è molto più coerente e ragionevole  a posizione del Comitato Pugliese il quale, pur essendo favorevole alla terza soluzione, è disposto ad esaminare  e valutare comparativamente insieme agli altri membri del TT-CR tutte le soluzioni  possibili.
L’argomento dell’AIP è esplicitamente ripetuto nella nota ANCI. Secondo l’AIP, la normativa in vigore imporrebbe due sole soluzioni, quelle menzionate nella nota. Pertanto la proposta dal Comitato Pugliese non sarebbe ammissibile dalle norme vigenti. Si tratta di una tesi pubblicamente e da tempo contestata dal Comitato pugliese e da numerosi altri organismi ed esperti in Italia.
Per questo, il Consiglio Regionale ha ammesso l’interesse e l’utilità di un tavolo tecnico con la partecipazione del Comitato pugliese e altri soggetti. Se cosi non fosse stato, il Comitato Pugliese non avrebbe logicamente accettato di partecipare  a tavolo tecnico nato come una truffa. 
Alla luce della nota in questione, è legittimo domandare alla Regione e all’AIP di chiarire cosa intendono quando affermano, secondo la Nota ANPI, che il TT-CR è “prettamente politico” e la sua funzione è di “legittimamente produrre tutti gli atti che saranno ritenuti più opportuni per sollecitare interventi nazionali di carattere normativo e per quanto attiene alla tempistica futura”. Dobbiamo interpretare che, secondo loro, il TT-CR può solo pensare alle eventuali modifiche legislative future di competenza esclusiva del  Parlamento, e, che per quanto riguarda la procedura di individuazione del nuovo soggetto gestore del Servizio idrico Integrato, il campo di analisi del TT-CR resta ridotto alle due possibilità sopraddette?
Qual è la posizione del Consiglio Regionale in proposito? Da che parte è? Pensa che il TT-CR  debba lavorare con rigore e profondità su tutte le tre possibilità? Noi del Comitato siamo nel TT-CR per questo e con questo spirito, senza esclusioni e manipolazioni. Abbiamo già distribuito in seno al tavolo tecnico un primo documento esplicativo della nostra tesi sulla ammissibilità e  fattibilità giuridica  della trasformazione dell’AQP in azienda speciale. Aspettiamo di prendere conoscenza di note dettagliate esplicative delle tesi contrarie e discuterle. Continueremo a produrre altre note e siamo disposti a lavorare con rapidità anche attraverso gruppi tecnici più ristretti in seno al TT-CR, come da noi proposto all’ultimo incontro. 
È tempo di chiarezza. Noi abbiamo creduto e abbiamo fiducia nell’iniziativa indotta dal Consiglio regionale. Non ci presteremo in nessun modo a future eventuali mistificazioni che denunceremmo con forza e vigore pubblicamente.

Prof. Dr. Riccardo Petrella,
Ex-Presidente dell’AQP
Membro della rappresentanza del Comitato pugliese Acqua Bene Comune
in seno al Tavolo Tecnico istituito dal Consiglio regionale della Puglia.



--
Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

martedì 9 maggio 2017

CON l'ACQUA NON SI SCHERZA! IL DIRITTO UMANO ALL'ACQUA UNISCE PUGLIESI E LUCANI


La Rete appulo-lucana SALVALACQUA continua l'attività di costruzione di un fronte di mobilitazione che vede uniti i movimenti dell'Acqua, NoTriv e non solo, per salvare l'acqua dagli impatti devastanti del petrolio. Noi ovviamente siamo orgogliosi di farne parte si dall'inizio: tre anni son tre anni.




Grande partecipazione all'assemblea salvalacqua e no triv a Matera lo scorso 6 maggio
CON l'ACQUA NON SI SCHERZA!
IL DIRITTO UMANO ALL'ACQUA UNISCE PUGLIESI E LUCANI 
Richieste, proposte e una grande manifestazione interregionale sabato 27 maggio a Matera.

Più di sessanta persone sono giunte a Matera il 6 maggio per l'assemblea #salvalacqua no triv. 
Pugliesi e lucani hanno condiviso informazioni, elaborato proposte e strategie per difende­re il diritto all'acqua potabile di buona qualità.
Dopo il convegno “SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO” lo scorso 23 marzo a Bari, i movimenti, gruppi, associazioni e singoli cittadini di Puglia e Basilicata si sono dati appuntamento a Matera (Capitale Europea della Cultura 2019) per ribadire, a tre anni dalla nascita della Rete appulo-lu­cana Salvalacqua, la priorità dell'Acqua sul Petrolio. "Temiamo che quelle 400 tonnellate di greggio sversate in Val d'Agri - almeno stando a quanto dichiarato da Eni con un ritardo vergognoso - siano sottostimate. Non ci conforta l'approssimazione di Enti locali e ARPA di Puglia e Basilicata che pare ci tengano più alle sorti di una grossa azienda che non a milioni di uomini, donne e bambini lucani e pugliesi. Ci inquietano le parole del Sottosegretario del MISE Gentile, che facendo riferimento ai continui sversamenti di idro­carburi a Viggiano e Grumento, ha ridotto irresponsabilmente il tutto ad un semplice “inciden­te di percorso”, affermando addirittura che si tratta di “incidenti che possono accadere e che non è escluso che possano accaderne altri in futuro”.
L'acqua unisce ancora una volta lucani e pugliesi (e non solo): le sorgenti lucane sono le stesse che dissetano i pugliesi e durante l'assemblea la preoccupazione si è toccata con mano soprat­tutto sul versante pugliese che ha partecipato in maniera importante all'evento. Del resto i luca­ni sono pochi e sono soprattutto i comuni pugliesi che utilizzano l'acqua del Pertusillo (situato a soli 2 km dal Centro Oli di Viggiano - COVA).
Prossimo appuntamento sabato 27 maggio in piazza, a Matera. La capitale della Cultura 2019 non può rinunciare ad un ruolo chiave nell'affermazione di una nuova CULTURA DELL'ACQUA, al riparo dagli "incidenti rilevanti" dell'industria del Petrolio e dalle imminenti pri­vatizzazioni come quella che attende l'Acquedotto pugliese nel 2018.
TANTE LE RICHIESTE emerse in assemblea a partire dalla chiusura definitiva del COVA, allo spo­stamento dagli incarichi di tutti quei dirigenti che dovrebbero tutelarci e che sono sotto proces­so per reati ambientali; dalla cancellazione della Fondazione Osservatorio Ambiente (poco attiva in Basilicata a fronte dell'utilizzo di tanti soldi pubblici) allo stop all'impianto mobile di tratta­mento dei reflui petroliferi arrivato in Val d'agri nei mesi scorsi per "ripulire" le acque inquinate (progetto SIMAM) ma che ha già sollevato in passato le fondate critiche delle associazioni locali subendo anche uno stop amministrativo. Si chiede, inoltre, che le associazioni ambientaliste ed i comitati possano intervenire concreta­mente e fattivamente alle Conferenze di Servizi e si auspica di conoscere i risultati dello studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sugli impatti delle trivellazioni in Val d'Agri.
Ai sindaci torneremo a chiedere con forza di promuovere con le ASL analisi delle acque erogate nei rispetti­vi territori e non escludiamo di ricorrere alla giustizia italiana ed europea. A Matera ci arriveremo coinvolgendo tutti gli attori sociali, le agenzie educative dei vari territo­ri, i sindaci e le comunità religiose che sono, spesso, più vicini ai cittadini di quanto non lo siano i governi regionali e nazionali.
L'acqua è un elemento paradigmatico, un baluardo a difesa della sovranità popolare.
La difesa del diritto umano all'acqua ben si presta ad una sintesi di tutte le battaglie a difesa dei BENI COMUNI (NO TAV, Il Popolo degli Ulivi, NO TAP). A questi cittadini attivi impegnati nei vari territori va la nostra solidarietà e vicinanza ed in nostro invito ad unire le forze.


Perchè un bicchiere d'acqua vale più di mille barili di petrolio

mercoledì 5 aprile 2017

#SALVALACQUA DA PROFITTO E PETROLIO: risultati convegno



Oggi la Rete Salvalacqua compie 3 anni!!!  Ed il blog ilGrillaio ne è orgoglioso.
Il 5 aprile 2014, tre anni fa, ad Altamura nasceva la Rete Appulo-Lucana #Salvalacqua su input del Comitato Pugliese AcquaBeneComune. L'obiettivo era quello di far convergere cittadini attivi e mobilitazioni di puglia e basilicata e provare a superare i confini geografici che imbeigliano tante battaglie per difendere i Beni Comuni.
L'acqua. è noto, arriva dappertutto e soprattutto è comprensibile davvero a tutti. Quel giorno grazie ai comitati lucani (in particolare Felice Santarcangelo e Giovanna Bellizzi) iniziò un percorso - con il supporto scientifico della prof.ssa Albina Colella - che ancora oggi porta in puglia la conoscenza e la coscienza di quanto siano legati stretti (dall'acqua!!) i destini ed i popoli di due regioni.

È sempre più evidente che MILLE BARILI DI PETROLIO NON VALGONO UN SOLO BICCHIERE D'ACQUA!

ULTIMA INIZIATIVA della RETE SALVALACQUA è stato il convengo organizzato insieme al Comitato Pugliesa Acqua Bene Comune (del quale abbiamo appena inviato il seguente comunicato:




#SALVALACQUA DA PROFITTO E PETROLIO: risultati convegno

Carissimi,

il Convegno #SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO del 23 marzo ha visto una grande partecipazione sia sul versante pugliese che su quello lucano.
Puglia e Basilicata condividono la stessa acqua che va salvaguardata sia dal punto di vista qualitativo sia da quello gestionale e politico.

Illuminanti le relazioni di Giuseppe Di Bello e di Riccardo Petrella
Significative le testimonianze dei Comitati Lucani (con Francesco Masi) e Campani (Consiglia Salvo) sullo stato del diritto all'acqua e della qualità della risorsa idrica in Basilicata e Campania.
Ospiti della comunità dei Comboniani di Bari che, con padre Ottavio Raimondo, hanno voluto contribuire alla discussione invitando a una grande attivazione sui vari territori.

ABBIAMO TOCCATO UN NERVO SCOPERTO: per la prima volta si è sancita una fusione tra due problematiche che pure rappresentano di fatto due facce della stessa medaglia:

- ACQUEDOTTO PUBBLICO E PARTECIPATO. Significa che la forma giuridica del gestore del Servizio Idrico Integrato non è neutrale e che oggi non può che essere quella dell'Azienda speciale senza scopo di lucro e con il solo l'obbligo del pareggio di bilancio; la stessa deve prevedere dei meccanismi di partecipazione e controllo.
- DIRITTO ALL'ACQUA (DI BUONA QUALITA'). UN BICCHIERE D'ACQUA VALE PIU' DI MILLE BARILI DI PETROLIO. La risorsa idrica va tutelata dal punto di vista quali/quantitativo e va messa al riparo dai rischi delle trivellazioni petrolifere. E' necessario affermare la priorità dell'acqua sul petrolio, della vita di milioni di persone sui profitti di chicchessia.
Attorno all'invaso del Persusillo è in atto da oltre 20 anni una intensa attività estrattiva e nella zona è presente il Centro Oli di Viggiano (che tratta il greggio prima di inviarlo alla raffineria di Taranto) nonché diversi pozzi esausti nei quali si reiniettano le c.d. acque di lavorazione del petrolio. Lo scorso 23 gennaio, inoltre, a causa di uno sversamento di greggio nel COVA, la rete fognaria (e relativi depuratori) ha fatto registrare importanti presenze di petrolio nei tombini sia dentro che fuori del Centro Oli.
Si tratta, evidentemente, di una bomba a orologeria da disinnescare quanto prima, sperando che non sia troppo tardi.

Con questo Convegno si è fatto un grande salto di qualità sia nell'analisi politica che nella proposta.
Alla proposta di istituzione di un tavolo tecnico paritario con la Regione Puglia (di prossima convocazione) sono emerse alcune proposte relative a quanto accade in questi giorni in Val d'Agri, fatti che potrebbero avere serie ripercussioni sullo stato di salute dell'Invaso del Pertusillo:
Risulta in questo momento prioritario:
- procedere al trasferimento di tutti quei dirigenti pubblici rinviati a giudizio per reati contro l'ambiente;
- procedere con URGENZA alla Messa in Sicurezza di Emergenza
- istituire una consulta interregionale della trasparenza
- proporre, nei Consigli comunali l'approvazione di Mozioni al fine di
1. Promuovere il monitoraggio e le analisi delle acque distribuite;
2. Chiedere alla Regione Puglia di trasformare AQP SpA in AQP ente di diritto pubblico;
3. attuare l'art. 46 dello statuto regionale pugliese nella parte in cui si istituisce e la Conferenza Economica Permanente.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Rete appulo-lucana Salvalacqua

martedì 7 febbraio 2017

Comitato pugliese AcquaBeneComune ai consiglieri regionali



Gentilissimo/a Consigliere/a,
Le scriviamo perché in data 3 agosto 2016 il Consiglio Regionale ha votato all'unanimità una mozione per l'istituzione di un tavolo tecnico cui parteciperebbero istituzioni e cittadinanza, volto alla trasformazione di Aqp da società per azioni (quindi una forma giuridica che risponde al diritto privato che ha come obiettivo il profitto) ad azienda speciale che, avendo come obiettivo legale, il pareggio di bilancio, già escluderebbe a priori ogni forma di speculazione.
Questo in un contesto in cui la tariffa è in costante aumento e, annualmente, si contano in media 5000 distacchi del servizio per morosità senza che sia garantito il minimo vitale necessario alla soddisfazione del diritto umano all’acqua potabile.
Si tratta di un passaggio, come Lei saprà, per nulla superfluo, ma che rispetterebbe la volontà popolare chiaramente espressasi con i referendum del 2011, quando il 53% degli aventi diritto pugliesi si espresse contrariamente alla gestione a scopo di lucro del servizio idrico integrato.
Peraltro, occorre ricordare che se entro 2018 (termine della concessione della gestione ad AQP Spa) non vi saranno importanti cambiamenti di rotta, partirà automaticamente la gara d'appalto per la nuova gestione. E nulla impedirà a un privato di subentrare all'attuale gestione in house. E' compito della Politica impedire tutto ciò e, ripetiamo, rispettare e salvaguardare il volere popolare.
Siamo qui a scriverLe perché, nonostante il voto unanime del Consiglio Regionale, la giunta non ha ancora dato seguito alla prima convocazione del tavolo tecnico.
Le chiediamo quindi, in virtù del Suo status di eletto/a dal popolo, di dare seguito e rispettare l'ordine del giorno dello scorso 3 agosto 2016, esprimendosi a favore della costituzione del tavolo tecnico congiunto per verificare le modalità di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.
Peraltro, dal 2010 giace agli atti una proposta di legge che, se ripulita di alcuni emendamenti inseriti di certo non per volontà del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, potrebbe davvero far tornare l'acquedotto dei pugliesi nelle mani dei pugliesi. Del resto in Europa e in Italia questo percorso di ripubblicizzazione. è già stato intrapreso con ottimi risultati.
Il nostro motto è: “Si scrive acqua, si legge democrazia”. Crediamo che Lei, democraticamente eletto/a a rappresentare i cittadini pugliese possa comprenderne meglio di ogni altro il senso profondo.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Taranto
Cobas – Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani Bari
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC - Bari
RifiutiZero Bari

Prof. Riccardo Petrella, Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE


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Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

giovedì 5 gennaio 2017

Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola Tante parole e pochi fatti


Comunicato stampa
Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola
Tante parole e pochi fatti

«Nel nostro programma di Governo la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese è esclusa, non è possibile, non ci sarà mai, almeno fino a quando io sarò Presidente della Regione» ha dichiarato qualche giorno fa il Presidente Emiliano in Consiglio regionale. La stessa affermazione che fece Vendola a più riprese durante le passate legislazioni!
E se è vero che le azioni di AQP SpA non sono state vendute a privati è anche vero che il governo Vendola non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare per mettere al riparo l’Acquedotto da una possibilità del genere, ovvero ripubblicizzarlo, cioè trasformarlo in Azienda speciale di Diritto Pubblico, sull'esempio dell’Azienda speciale “Acqua Bene Comune” di Napoli.

A tale proposito, ricordiamo al Presidente che in data 3 agosto 2016, il Consiglio Regionale Pugliese ha votato una mozione presentata dal M5S che ha fatto propria la nostra richiesta di istituzione di un tavolo tecnico paritario fra Regione e Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” per la ripubblicizzazione di Aqp SpA (ultimamente, il Presidente Emiliano sembra si sia impegnato a convocare il tavolo per il mese di gennaio).
Ma intanto il Presidente Emiliano cosa fa? Va nella direzione opposta con la proposta di trasformazione dell’Acquedotto in una multiutility, per arrivare a trasformare Aqp SpA in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti!  
«Stiamo andando ad una gestione puramente manageriale, che probabilmente ci porterà anche alla fine a risparmiare dei soldi» anche ciò è simile a quanto sostenne Vendola al momento della nomina dell’Ing. Monteforte (fino ad oggi non è stato possibile visionare il puano industriale di Aqp). E a distanza di qualche anno abbiamo visto come è andata in termini di assenza di trasparenza, mancanza di applicazione dell’esito referendario, violazione del diritto umano all’acqua potabile, … infine l’ingegnere è finito indagato per reati ambientali e, più recentemente, per truffa e peculato (ovviamente sempre nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore unico AQP)!
La storia dimostra – a tutti i livelli - che i manager (o i cosiddetti tecnici) non è detto che siano più onesti dei politici, ancor meno che siano interessati a indirizzare l’attività economica a fini sociali, come prescrivono gli art. 41 e 43 della Costituzione e la volontà espressa da 27 milioni di cittadini nel referendum del 12 e 13 Giugno 2011. Ancora una volta si cerca di sviare l’attenzione dal nodo della questione: il rispetto della volontà dei cittadini pugliesi e la ripubblicizzazione di AQP SpA.

L’istituzione immediata del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese è condizione ineludibile per scongiurare la privatizzazione di AQP SpA!
Tutto il resto sono chiacchiere!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


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Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

per ulteriori informazioni sulla campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Puglia si invita a visitare il blog  www.lacquanonsivende.blogspot.com o il sito internet: www.benicomuni.org

per informazioni sulla campagna a livello nazionale, si invita a visitare il sito: www.acquabenecomune.org"

martedì 8 novembre 2016

Emiliano vuole privatizzare Aqp? SI FERMI!

Comunicato Stampa


Emiliano vuole privatizzare Aqp? SI FERMI!



IN NOME DELLA DEMOCRAZIA E DELLA SOVRANITA’ POPOLARE
Il futuro di Acquedotto Pugliese è più che mai opaco, con presagi di privatizzazione dello stesso. Avevamo già espresso, lo scorso agosto, la nostra contrarietà alla nascita della nuova Agenzia regionale unica per l’affidamento della gestione dei rifiuti (condividendo le preoccupazioni della Rete Rifiuti Zero) perché contrari alla centralizzazione del potere decisionale su inceneritori e discariche e alla trasformazione del nostro Acquedotto in multiutility. A questo abbiamo aggiunto la proposta di percorsi concreti che avrebbero potuto indirizzare la Regione Puglia in una direzione diametralmente opposta, rispettosa del volere popolare.

Tuttavia, a confermare, e per giunta ad aggravare, le inquietanti ipotesi citate, è stato un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 27 Ottobre scorso che fa luce sul progetto della Regione Puglia, in accordo con il Governo Renzi e la sua politica di privatizzazioni e accentramento del potere al servizio delle potenti lobby industriali e finanziari, di trasformare Aqp SpA in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti.   

Consideriamo inaccettabile la spregiudicatezza di tale strategia che, in totale spregio della volontà dei Pugliesi chiaramente espressosi appena 5 anni fa, si accompagna alla VIOLAZIONE del Diritto Umano all’Acqua potabile con la sospensione del servizio idrico, proprio in questi giorni, in alcune case popolari di Lecce e Provincia, senza alcun riguardo neanche per le esigenze di bambini, anziani e disabili!!!!

In più, ricordiamo che, in data 3 agosto 2016, il Consiglio Regionale Pugliese ha votato una mozione del presentata dal Movimento 5 Stelle di istituzione di un tavolo tecnico paritario fra Regione e Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” volto alla ripubblicizzazione di Aqp SpA. Quindi, il percorso di privatizzazione che la Regione sta imboccando, non è solo in contrasto con l’esito di un referendum popolare, ma anche con l’indirizzo indicato dal Consiglio Regionale democraticamente eletto. 

A questo punto, ci chiediamo se il Presidente Michele Emiliano che ha sposato la causa del referendum del 17 Aprile scorso contro le trivellazioni in mare, o che oggi si dichiara giustamente contro la riforma costituzionale in quanto, fra le altre cose, esautora le Regioni del proprio potere decisionale rispetto a politiche ambientali, energetiche e sulla gestione dei beni comuni, sia lo stesso Presidente che calpesta il Referendum sull’acqua pubblica, in piena linea con il Governo Renzi. 

Come può il Presidente Emiliano chiedere poteri decisionali per la Regione esprimendosi giustamente per il NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE e contemporaneamente ignorare la volontà dei cittadini pugliesi espressa nel referendum del 2011? 

IN NOME DELLA DEMOCRAZIA (= GOVERNO DEL POPOLO)
E DELLA SOVRANITA’ POPOLARE (UNICA fonte di LEGITTIMAZIONE DEL POTERE)
su cui si FONDA la NOSTRA COSTITUZIONE
voluta dalle MADRI e dai PADRI COSTITUTENTI
E CHE ONEREREMO E DIFENDEREMO IL 4 DICEMBRE VOTANDO NO AL SUO STRAVOLGIMENTO
C H I E D I A M O
al Presidente Michele Emiliano, al Governo e a tutti i Consiglieri regionali
- di FERMARE IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZONE dell’Acquedotto pugliese in atto
- di dare seguito alla mozione votata dal Consiglio Regionale, istituendo il TAVOLO TECNICO PARITARIO PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DI AQP SPA
Coinvolgeremo la cittadinanza, e faremo rete con gli altri movimenti per l’acqua pubblica meridionali, pur di far sì che i nostri diritti vengano rispettati.
Perché, oggi come ieri,
SI SCRIVE “ACQUA”, SI LEGGE “DEMOCRAZIA”.

 



giovedì 30 giugno 2016

Vogliono trasformare l’AQP in una multiutility! Il comitato “Acqua Bene Comune” organizza 2 assemblee regionali l’8 e il 15 luglio 2016

 

Come Movimento ILGRILLAIO, nonchè componenti del Comitato Pugliese AcquaBeneComune, invitiamo cittadini, associazioni e comitati di varia natura a partecipate all'assemblea di venerdì 8 luglio a Bari (leggi sotto)

IN BALLO C'E' L'ACQUA, IN BALLO CI SONO LE NOSTRE VITE.

Vogliono vendere la Puglia. RiPugliamocela!

La giunta regionale sta preparando un disegno di legge per portare a termine il processo di privatizzazione dell’Acquedotto pugliese. Il disegno è trasformare l’AQP in una multiutility sulla base del modello di società a capitale privato, quotata in borsa (*). E per fare questo la Regione Puglia spende 130.000 euro di soldi pubblici per una società di consulenza privata cui affidare lo studio dell’apertura al nuovo business.

E’ un atto gravissimo che evidenzia il totale disprezzo verso il volere popolare che nel 2011, attraverso un referendum, sancì che il servizio idrico integrato e gli altri servizi pubblici locali devono essere sottratti al profitto e all’obbligo di gestione attraverso forme di diritto privato!

Non possiamo che inserire questa ultima vergogna nella lunga lista degli attacchi che il nostro territorio sta subendo in nome del profitto e della speculazione - nel totale silenzio o, in alcuni casi, con la complicità delle istituzioni locali - assieme alla cosiddetta “emergenza” xylella, la Tap, le istanze di ricerca di idrocarburi lungo le nostre coste, le discariche, gli inceneritori, le centrali turbogas, lo sviluppo dell’eolico e del fotovoltaico in mega impianti a scala industriale, le strade inutili e la cementificazione,  la speculazione edilizia, il ricatto lavoro-salute-ambiente e tanto altro ancora.

Da notare che la multiutility AQP dovrebbe estendersi oltre la Puglia e dovrebbe gestire, oltre all’acqua, anche i rifiuti e le energie rinnovabili. Due settori che, per essere sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale ed economico, dovrebbero essere gestiti a scala locale, in maniera decentrata, diffusa, facilmente controllabile dai cittadini. La scelta, invece, di accentrarli in una multiutiliy provocherebbe la concentrazione dei profitti e del potere, che ha già dato prova di mortificare e danneggiare - se non distruggere - il paesaggio e l’ambiente, la salute dei cittadini, la vita sociale ed economica nei territori.

Pensiamo sia urgente organizzare un fronte comune di tutti i movimenti, i comitati, i cittadini e le realtà che si oppongono a questa deriva in difesa dell’ambiente, del diritto alla salute e all’autodeterminazione dei territori, contro ogni privatizzazione dei servizi pubblici e dei beni comuni, per salva-guardare la nostra terra.

Per questo convochiamo un’Assemblea regionale aperta che si svolgerà in due appuntamenti secondo il seguente calendario:

-          venerdì 8 luglio, alle ore 18.00 a Bari (presso lo Spazio di Mutuo Soccorso “Bread & Roses”, via Amendola, 189/A)
-     venerdì 15 luglio, alle ore 19.00 a Lecce (presso “Manifatture Knos”, via Vecchia Frigole, 36)

Perché le nostre vite valgono più dei loro profitti. Perché il nostro territorio non è in vendita.
Perché la sovranità appartiene al popolo e la Costituzione delle nostre madri e dei nostri padri è ancora vigente.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune"

lunedì 25 aprile 2016

ACQUA TRADIMENTO DI STATO (#lacquanonsivende)



ACQUA TRADIMENTO DI STATO

Quello che è avvenuto il 21 aprile alla Camera dei Deputati è un insulto alla democrazia.
Quel giorno i rappresentanti del popolo italiano hanno rinnegato quello che 26 milioni di italiani avevano deciso nel Referendum del 12-13 giugno 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene.
I Deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare nel mercato, dato che è un bene di “interesse economico”, da cui ricavarne profitto. Per arrivare a questa decisione(beffa delle beffe!), i rappresentanti del popolo hanno dovuto snaturare la Legge d’Iniziativa Popolare (2007) che i Comitati dell’acqua erano finalmente riusciti a far discutere in Parlamento. Legge che solo lo scorso anno (con enorme sforzo dei comitati) era approdata alla Commissione Ambiente della Camera, dove aveva subito gravi modifiche, grazie agli interventi di Renzi-Madia.
Il testo approvato alla Camera obbliga i Comuni a consegnare l’acqua ai privati. Ben 243 deputati (Partito Democratico e Destra) lo hanno votato, mentre 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana) hanno votato contro. A nulla è valsa la rumorosa protesta in aula dei Pentastellati.
Ora il Popolo italiano sa con chiarezza sia quali sono i partiti che vogliono privatizzare l’acqua, ma anche che il governo Renzi è tutto proteso a regalare l’acqua ai privati. “L’obiettivo del governo Renzi-afferma giustamente R.Petrella- è il consolidamento di un sistema idrico europeo , basato su un gruppo di multiutilities su scala interregionale e internazionale, aperte alla concorrenza sui mercati europei e mondiali, di preferenza quotate in borsa , e attive in reti di partenariato pubblico-privato.”

Sappiamo infatti che Renzi vuole affidare l’acqua a quattro multiutilities italiane: Iren, A2A,Hera e Acea. Infatti sta procedendo a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestire i servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e reintroduce in tariffa “l’adeguatezza della rimunerazione del capitale investito.” (la dicitura che il Referendum aveva abrogato!)
Tutto questo è di una gravità estrema , non solo perché si fa beffe della democrazia, ma soprattutto perché è un attentato alla vita. E’ infatti Papa Francesco che parla dell’acqua come “diritto alla Vita “ (un termine usato in campo cattolico per l’aborto e l’eutanasia). L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è una bestemmia!

 Per cui mi appello a tutti in Italia, credenti e non, ma soprattutto alle comunità cristiane perché ci mobilitiamo facendo pressione sul Senato dove ora la legge sull’acqua è passata perché lo sgorbio fatto dai deputati venga modificato.

Inoltre mi appello:
Al Presidente della Repubblica , perché ricordi ufficialmente al Parlamento di rispettare il Referendum;
Alla Corte Costituzionale, perché intervenga a far rispettare il voto del Popolo italiano;
Alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), perché si pronunci, sulla scia dell’enciclica Laudato Si’, sulla gestione pubblica dell’acqua;
Ai parroci e ai sacerdoti, perché nelle omelie e nelle catechesi, sensibilizzino i fedeli sull’acqua come “diritto essenziale, fondamentale, universale” (Papa Francesco)
Ai Comuni e alle città, perché ritrovino la volontà politica di ripubblicizzare i servizi idrici come Napoli (Penso a città come Trento, Messina, Palermo, Reggio Emilia..).

Il problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum. Diamoci tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita:l’Acqua.

Alex Zanotelli Napoli,25 aprile 2016

venerdì 4 marzo 2016

TOILET FIRST (PRIMA IL GABINETTO)



PERCHE' in Basilicata si continua a trivellare attorno all'invaso del Pertusillo (mettendo a rischio la qualità dell'acqua di milioni di persone (pugliesi)????
Semplice: perchè siamo in un mondo in cui garantire l'uso di un cellulare conta di più che garantire accesso all'acqua potabile ed ai servizi igienici.
Nel mondo 4 MILIARDI di persone hanno un cellulare
mentre 2,5 MILIARDI di persone NON NANNO accesso all'ACQUA...
In pratica 1,5 MILIARDI di persone possiedono un cellulare,
ma non ha accesso alla toilette!
Gli antichi romani portavano l'acqua ovunque arrivavano.
Noi moderni portiamo i cellulari.